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Ho testato il cordino thailandese: la mia opinione onesta sulle borse

Sonia Merlini
Giugno 16, 2026
Ho testato il cordino thailandese: la mia opinione onesta sulle borse

Ti è mai capitato di passeggiare per le vie del centro, in una calda serata estiva, e di incrociare una borsa fatta a mano che cattura subito la tua attenzione? Magari ne hai vista una con una struttura perfetta, così rigida e definita da sembrare uscita da una boutique di alta moda, e ti sei chiesta: “Ma come avrà fatto a renderla così resistente?”. Molto probabilmente, il segreto dietro quella creazione non era solo la mano esperta dell’artigiana, ma la scelta del materiale: il cordino thailandese.

Ho voluto testare per voi questo filato che sta letteralmente spopolando tra le appassionate di borse all’uncinetto. Se sei una principiante, forse ne hai sentito parlare con timore, pensando che sia difficile da lavorare. Se invece sei una veterana dell’uncinetto alla ricerca di quello scatto di qualità per le tue creazioni, ti sarai chiesta se valga la pena sostituire il cotone o il cordino sintetico tradizionale. In questo articolo non troverai solo le mie impressioni oneste, ma una vera e propria guida pratica per approcciarsi a questo materiale con serenità, trasformando le tue idee in borse che dureranno una vita. Prendi un bel respiro, prepara il tuo uncinetto preferito e scopriamo insieme perché questo filato è diventato il miglior amico delle borse estive.

Panoramica Rapida

Il cordino thailandese è un filato sintetico, solitamente in polipropilene, che ha rivoluzionato il mondo degli accessori fatti a mano. È amato dalle amanti dell’uncinetto per la sua incredibile resistenza e per la lucentezza tipica che conferisce agli accessori un aspetto professionale, quasi “da negozio”. È un materiale ideale per chi cerca una borsa che non perda la forma neanche dopo un intenso utilizzo quotidiano.

  • Livello: Intermedio (richiede un controllo costante della tensione).
  • Tempo stimato: Medio-lungo (lavorare con filati rigidi richiede più attenzione).
  • Utilizzo principale: Borse a mano, pochette, secchielli e borse da spiaggia.
  • Perché piace: È lavabile, non sbiadisce, è leggerissimo e non assorbe l’umidità, rendendolo perfetto per le giornate al mare o le serate in città.
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Materiali e Strumenti Necessari

Per iniziare a lavorare con il cordino thailandese non serve un corredo enorme, ma la scelta degli strumenti giusti è fondamentale per non affaticare la mano.

  • Cordino thailandese: Disponibile in vari spessori, solitamente da 2 mm o 3 mm. Per una borsa strutturata, il 3 mm è l’ideale.
  • Uncinetto: Qui viene il bello. Questo filato si lavora solitamente con uncinetti che vanno dai 3.00 mm ai 4.00 mm. Se la tua mano è molto stretta, opta per il 4.00 mm per evitare crampi.
  • Marcapunti: Obbligatori. Dato che il cordino è scivoloso e la trama molto definita, perdere l’inizio giro è un attimo.
  • Forbici ben affilate: Essendo un materiale sintetico, tende a sfilacciarsi al taglio; tieni a portata di mano un accendino per bruciare leggermente le punte dopo aver chiuso il lavoro.
  • Ago da lana con punta arrotondata: Per rifinire e nascondere le codine.

Termini e Concetti Importanti

Quando parliamo di borse realizzate con questo materiale, dobbiamo familiarizzare con alcuni concetti che garantiscono la riuscita del progetto.

  • Tensione: È la parola chiave. Se lavori troppo stretto, il cordino “canta” mentre lo tiri ed è fisicamente stancante. Tieni il filo morbido tra le dita.
  • Maglia Bassa in Costa: Una tecnica amatissima per le borse, che crea una sorta di trama a righe in rilievo, perfetta per dare stabilità senza appesantire.
  • Chiusura dei fili: Con il cordino thailandese non si fa solo il nodo. Si brucia la punta del filo con un accendino e la si schiaccia sul lavoro ancora caldo per “sigillare” la fibra. È una tecnica che all’inizio spaventa, ma diventa naturale dopo la seconda borsa.
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Note Utili Prima di Iniziare

Il cordino thailandese ha una “memoria” diversa dal cotone. Non si allarga e non cede, il che è un grande vantaggio per la tenuta della borsa, ma significa anche che qualsiasi errore di conteggio si vedrà in modo molto netto. Il mio consiglio è di procedere lentamente. Se senti la mano che inizia a irrigidirsi, fermati. Fai due giri, posa l’uncinetto e riprendi dopo dieci minuti. La costanza, in questo caso, è più importante della velocità. Inoltre, fai sempre un piccolo campione: ti servirà a capire quanta forza devi imprimere per ottenere quella rigidità che sogni per la tua borsa.

La mia prova sul campo: Riflessioni oneste

Lavorando con questo materiale, ho notato subito che la sensazione tattile non è quella di un filato naturale. È un po’ plastico, scivola bene sull’uncinetto, ma bisogna fare attenzione a non “affettare” il filo con l’uncinetto stesso. Se usi un uncinetto in alluminio economico, potresti sentire attrito; ti consiglio un uncinetto con impugnatura ergonomica in gomma e testa liscia, ti aiuterà moltissimo a mantenere il ritmo fluido.

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La bellezza del risultato finale ripaga ogni fatica. La borsa che ho creato dopo soli tre pomeriggi di lavoro si presentava incredibilmente elegante e, soprattutto, leggera. A differenza delle borse in rafia naturale, che dopo una stagione tendono a cedere, questa sembra uscita dalla fabbrica. È un materiale che perdona poco, ma che premia chi ha pazienza.

Errori Comuni da Evitare

  1. Non contare le maglie: Il cordino inganna l’occhio. Sembra di essere nella maglia giusta, ma spesso si salta il punto di chiusura del giro. Usa sempre i marcapunti alla fine di ogni riga o giro.
  2. Scegliere l’uncinetto sbagliato: Usare un uncinetto troppo piccolo renderà il lavoro impossibile da girare. La borsa risulterà rigida come legno e avrai dolore ai polsi per giorni.
  3. Non fissare i fili: Se tagli il cordino thailandese e fai solo un nodo, la borsa si aprirà al primo utilizzo. Ricorda sempre il passaggio della cauterizzazione con la fiamma (fai attenzione a non bruciare la borsa!).
  4. Ignorare il campione: Non saltarlo mai. Perdere 30 minuti a fare un quadretto di 10×10 cm ti salverà dal dover disfare giorni di lavoro se la borsa risulta troppo piccola o la trama troppo larga.
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Consigli per un Risultato Eccellente

Per rendere la tua borsa non solo bella, ma professionale, cura il dettaglio degli accessori. Il cordino thailandese si sposa divinamente con manici in ecopelle, tracolle a catena metallica o chiusure a calamita applicate con viti magnetiche. Non cercare di fare tutto all’uncinetto se non è necessario. Aggiungere elementi metallici o in similpelle eleva immediatamente il valore dell’accessorio finito. Un altro trucco? Se vuoi una struttura ancora più rigida, puoi inserire all’interno una rete in plastica modellabile (canovaccio plastico per ricamo), cucendola sul rovescio con un filo di nylon invisibile.

Varianti e Idee di Personalizzazione

Le borse in cordino thailandese sono perfette per sperimentare vari stili:

  • Stile Mediterraneo: Gioca con colori neutri come il corda, il tortora o il bianco burro. Abbina manici in bambù per un tocco naturale ed estremamente chic.
  • Pochette da Sera: Scegli un cordino thailandese con lurex o effetto metallizzato (argento o oro) e lavora con un punto nocciolina per dare tridimensionalità.
  • Shopping Bag quotidiana: Il cordino thailandese è perfetto per le borse capienti da città. Usa colori pastello come il pesca, il celeste polvere o il salvia. Sono tonalità che non temono lo sporco e mantengono la freschezza estiva.
  • Effetto Patchwork: Essendo un filato sintetico, puoi unire diversi colori senza paura che colino tra loro. Crea una borsa a righe orizzontali alternate per un look estivo e vivace.
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Cura e Conservazione

La fortuna di questo materiale è la sua estrema resistenza. Se la tua borsa si sporca, non serve il lavaggio in lavatrice. Basta un panno umido con un filo di sapone neutro e una passata veloce sulla superficie. Se la borsa dovesse prendere una brutta piega (ad esempio se la tieni schiacciata nell’armadio), puoi riempirla con della carta velina per un paio di giorni per farle riacquistare la forma originale. Evita fonti di calore diretto (come termosifoni o asciugacapelli troppo potenti) perché, essendo fibra sintetica, potrebbe deformarsi permanentemente.

FAQ – Domande Frequenti

Il cordino thailandese brucia le dita mentre si lavora?
È una domanda lecita! Sì, lo sfregamento può risultare fastidioso. Molte crocheter esperte usano un “ditale” in silicone o un pezzetto di cerotto telato sul dito indice della mano sinistra per far scorrere il filo senza irritare la pelle.

È adatto anche a chi ha iniziato l’uncinetto da due settimane?
Diciamo che è un salto di qualità. Se conosci bene la maglia bassa e sai gestire le tensioni, puoi provarci. Non è impossibile, basta prendersi il proprio tempo e non cercare di correre.

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Posso usare la colla a caldo per le finiture?
Sconsiglio vivamente la colla a caldo. Con il tempo e con il calore estivo, tende a scollarsi. Molto meglio cucire gli accessori con ago e filo di nylon resistente o utilizzare le viti per le chiusure metalliche.

Il cordino si sfilaccia tagliandolo?
Assolutamente sì. Il taglio è netto, ma le estremità tendono ad aprirsi. Tieni sempre vicino l’accendino per “bruciacchiare” e sigillare ogni estremità di filo.

Posso lavorarlo a maglia alta o devo usare solo la maglia bassa?
Puoi usare qualsiasi punto, ma tieni presente che la maglia alta crea dei buchi più grandi. Poiché il cordino è rigido, questi buchi sono più visibili e meno elastici rispetto al cotone. Per le borse, la maglia bassa o la maglia bassissima in costa sono le scelte migliori per la solidità.

Conclusione

Lavorare con il cordino thailandese è stata, per me, una scoperta entusiasmante. Certo, non è la dolcezza della lana o la morbidezza del cotone egiziano, ma è un materiale tecnico che premia la precisione. Se il tuo sogno è realizzare borse che abbiano carattere, struttura e una durata decennale, credo davvero che tu debba dare una possibilità a questo filato.

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Non lasciarti intimidire dalla rigidità o dalla necessità di qualche accortezza extra: il mondo dell’uncinetto è anche ricerca di nuove texture e nuove possibilità creative. Inizia con una piccola pochette, prendi confidenza con la tensione del filo e vedrai come, in pochissimo tempo, diventerai esperta nel domare questo materiale. Ricorda: ogni punto fatto è un passo verso una borsa che sarà orgogliosamente tua, unica e indistruttibile. Buon lavoro, creativa!

Sonia Merlini

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